CONTRO L'IPOCRISIA
1588 40. Qualcosa di simile avvenne in altro tempo,
allorché fece la quaresima di san Martino in un romitaggio.
Siccome l'olio riusciva nocivo a Francesco nelle sue malattie,
i fratelli condivano con lardo i cibi che gli preparavano.
Finita la quaresima, esordì con queste parole una predica
alla folla riunita non lontana da quell'eremo: «Voi
siete venuti da me con gran devozione e mi credete un santo
uomo. Ma io confesso a Dio e a voi che, durante questa quaresima,
ho mangiato cibi conditi con lardo».
Succedeva di frequente che, se i frati o amici dei frati,
mentre Francesco mangiava con loro, gli offrissero qualche
portata speciale per riguardo al suo stato di salute, egli
si affrettava a dichiarare, in casa o nell'uscire, davanti
ai frati e alla gente che non conosceva quel particolare:
«Ho mangiato questi cibi». Non voleva restasse
nascosto agli uomini, ciò che era noto agli occhi di
Dio.
In qualunque luogo si trovasse, in compagnia di religiosi
o secolari, se gli avveniva di avere lo spirito turbato da
vanagloria, superbia o altro vizio, all'istante se ne confessava
dinanzi a loro, crudamente, senza cercare attenuanti. A questo
proposito, un giorno confidò ai suoi compagni: «Io
voglio vivere nell'intimità con Dio negli eremi e negli
altri luoghi dove soggiorno, come se fossi sotto lo sguardo
degli uomini. Se la gente mi ritiene un santo e non conducessi
la vita che a un santo si addice, sarei un ipocrita».
Una volta, d'inverno, per la sua malattia di milza e per il
freddo che pativa allo stomaco, uno dei compagni, che era
il suo "guardiano", acquistò una pelle di
volpe e gli chiese il permesso di cucirgliela all'interno
della tonaca, sopra lo stomaco e la milza, per ripararli dal
gran freddo. Francesco in ogni tempo della vita da quando
cominciò a servire Cristo fino al giorno della morte,
non volle avere né indossare che soltanto una tonaca,
rappezzata quando lo desiderava. Egli dunque rispose: «Se
vuoi che io porti sotto la tonaca quella pelle, fai cucire
di fuori un pezzo di quella stessa pelle, affinché
la gente veda bene che dentro ho una pelliccia».
Così fu fatto. Ma non la portò a lungo, sebbene
gli fosse necessaria per la salute.